La storia

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Thomas Ceccon è un atleta Vicentino di soli 20 anni della nazionale Italiana,  primatista Italiano assoluto dei 100m dorso e 200m misti (sc) pluricampione “Olimpico giovanile” e “omnivittorioso” in tutte le competizioni nazionali ed internazionali giovanili.
Stefano Raimondi è un atleta paralimpico Veronese di 23 anni, 3 volte campione del mondo e 5 volte argento agli ultimi campionati all’Aquatics centre di Londra nel 2019.
Due atleti - amici - campioni, per i quali da anni le difficoltà di uno, sono state stimolo per l'altro...stessa vasca, stessa corsia. Grazie ad una brillante intuizione dei tecnici sociali Marcello Rigamonti ed Alberto Burlina, i ragazzi hanno iniziato un percorso comune senza distinzioni, in mutua assistenza. Un lavoro di squadra con allenamenti integrati, condivisione di obbiettivi, difficoltà personali, comunicazione ed amicizia. Valori esemplari per i due team e progetto esteso ad anche ad altri atleti! La disabilità si è trasformata in virtù, il talento in stimolo, la tenacia in maturità. Stefano Raimondi rinasceva dopo un drammatico incidente e si trovava scaraventato in un nuovo futuro dove la vita andava ridisegnata a soli 15 anni. Tra una indiscutibile disabilità ed un futuro da scoprire.
Thomas Ceccon aveva bisogno di “percepire” se stesso, capire come convivere con il suo enorme talento, facendosi carico delle proprie aspettative e di quelle dell' intero panorama natatorio nazionale

TOKYO 2020

Stefano Raimondi, un oro nella seconda gara disputata, quattro argenti (uno nella staffetta 4x100 stile libero), e due bronzi sono il bottino del nuotatore ventitreenne di Verona, il più vincente tra gli azzurri in questa spedizione record giapponese.  Nato il primo gennaio del 1998, il recordman dell'Italia ai Giochi a cinque cerchi ha iniziato la sua carriera in vasca dopo un incidente in scooter che gli ha compromesso l'uso della gamba. Aveva quindici anni e una passione non da poco per il calcio, che ha abbandonato per dedicarsi al nuoto, dove non solo ha ritrovato sé stesso, ma in cui ha iniziato a battere primati su primati a livello nazionale, e in diversi stili: stile libero, delfino e rana sono i suoi cavalli di battaglia. 

Thomas Ceccon è talento poliedrico, versatile, positivo, capace di conquistare tutto a livello giovanile, Europei e Mondiali compresi. L’alieno del dorso, specialità (i 100 metri) proprio alle Olimpiadi di Tokyo, ha ritoccato in finale (quarto a 11 centesimi dal bronzo) il record nazionale fissandolo a 52’30, entrando però ufficialmente nella storia, vincendo prima la medaglia d’argento nella staffetta 4x100 stile libero, insieme ad Alessandro Miressi, Manuel Frigo e Lorenzo Zazzeri, secondi solo agli Stati Uniti, e poi la medaglia di bronzo nella staffetta 4x100 mista (record italiano) con Martinenghi, Burdisso e ancora Miressi




Thomas Ceccon:
Ha solo 20 anni ma è un campione da sempre. Fin dai primi anni, mamma e papà Ceccon si impegnano per portare Thomas e suo fratello Efrem in piscina attraverso la provincia di Vicenza. 80Km al giorno perché i due ragazzi vanno forte e Thomas è un talento fuori dal comune. Non esiste una gara non vinta, ogni domenica Thomas trionfa in tutti gli stili godendo subito di fama nazionale e destinandolo lentamente al ruolo di fenomeno del nuoto giovanile. Proprio così, perché quando vinci sempre e lo fai con la semplicità con cui lo fa Thomas, non sei più un ragazzino, sei un fenomeno atteso a stupire ogni giorno. Un bambino prodigio che a 12 anni deve sostenere le aspettative di tutti in quella corsia che il giorno prima era solo gioco.. 





A 16 anni Thomas si trasferisce a Verona per allenarsi in una vasca olimpica più idonea alle esigenze di una maturazione che non poteva attendere... Ancora successi fino alla piena adolescenza, fino al confronto con atleti di caratura internazionale. Un talento da sedicenne da confermare al cospetto di professionisti olimpici...e con troppi occhi puntati addosso. Così anche Thomas conosce le prime delusioni: la fatica arriva soprattutto con se stesso, per accettare un ruolo, per capire cosa gli è richiesto e per sostenere delle responsabilità, che in fondo, non aveva mai cercato. Ma il tempo passa e Thomas impara presto. Dopo quelli giovanili arrivano i record Italiani assoluti e la qualificazione

Stefano Raimondi:

“....avevo sei anni quando per la prima volta sono entrato in piscina, mamma voleva che imparassi a nuotare e ha portato me e i miei fratelli ad un corso di nuoto. Ed ogni volta che tornavo a casa non vedevo l’ora che arrivasse il pomeriggio successivo per potermi tuffare di nuovo. A scuola i calcoli di matematica li interpretavo come se fossero state le vasche da fare in allenamento. Bracciata dopo bracciata cominciano ad arrivare i primi successi.


Comincio a vincere i miei primi titoli italiani giovanili e nel 2013 comincia ad aprirsi la porta di un sogno: era il mese di giugno e arriva la prima convocazione in azzurro per la Coppa Comen da cui tornai con al collo tre medaglie di bronzo. Passavo le mie giornate tra scuola ed allenamenti ma con in testa il sogno di vestire nuovamente la maglia azzurra in competizioni ancora più importanti. Poi il buio, iniziato in pochi istanti e durato troppo tempo.